La nostra storia
Da Un sorriso per la Bosnia a Lutva
Una storia di volontariato, gemellaggi, scuola, memoria e legami con la Bosnia-Erzegovina.
Negli anni seguenti nasce il progetto Borse di Studio volto a tutelare il diritto allo studio dei ragazzi del Campo Profughi. Negli anni alla solidarietà si uniscono l’affetto e l’amicizia.
L’esperienza fatta in più 50 viaggi al campo profughi, l’opera di sensibilizzazione sul dramma della guerra nei Balcani, l’impegno per la pace, il lavoro fatto con le scuole, in particolare di Orciano di Pesaro e Mondavio, i mercatini di solidarietà, segnano profondamente i nostri volontari che decidono di non fermarsi, di cercare strade nuove, siamo tra il 1997 e il 1998, nasce Pangea, periodico mensile uscito in soli 7 numeri, “un lampo di saggezza diversa trovata e perduta nello stesso istante” (I. Calvino). In quelle pagine c’è anche la fedele cronaca di quello che stava per accadere a “Un sorriso per la Bosnia”, l’incontro con I.P.S.I.A. (Istituto Pace Sviluppo Innovazione delle Acli) l’Organizzazione non governativa delle Acli.
Il Comitato di Pesaro di Un Sorriso per la Bosnia decide di fare il grande passo e pur mantenendo la propria autonomia sceglie di entrare nella rete locale di Ipsia Nazionale, siamo i primi a farlo insieme a Milano, nasce così IPSIA di Pesaro onlus.
Nel frattempo si consolidano e rafforzano i rapporti con la Bosnia, in particolare con la municipalità di Doboj Jug dove nel 1998 si tiene la prima colonia estiva. Quel progetto oggi è diventato un pezzo di un progetto più grande (proposto da Ipsia Nazionale) che prende il nome di Terre e Libertà. Nel 2002 il gruppo di volontari si prende un periodo di pausa dopo 10 anni di lavoro IPSIA di Pesaro si scioglie ma non è finita qui. Certe passioni “non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano”, la Bosnia, sempre sospesa fra oriente ed occidente, sa come farti innamorare e quando si prende un pezzo del tuo cuore il gioco è fatto e così è stato per i nostri volontari. Negli anni successivi a partire dal 2007 alcuni volontari danno il loro sostegno ad una iniziativa rivolta agli studenti delle Superiori promossa dall’Assessorato alla Cooperazione Internazionale del Comune di Pesaro, il progetto si conclude con un viaggio in Bosnia. Dopo 2 anni, nel 2009, riprende in forma associativa l’attività dei volontari si costituisce l’ASSOCIAZIONE LUTVA, il nome ricorda una bambina conosciuta nel campo profughi e prematuramente scomparsa. Fin dalla sua nascita l’associazione è iscritta al Registro del Volontariato della Regione Marche. Con l’Associazione LUTVA nasce il progetto: “POPOLI, INCONTRI, IDENTITA’, Bosnia: tra passato e futuro. Un viaggio al di là del mare”, progetto rivolto agli studenti delle scuole superiori che si pone come obbiettivo di:
* Far conoscere agli studenti coinvolti nel progetto gli eventi delle guerre balcaniche degli anni ’90, così vicine eppure così dimenticate;
* Stimolare una riflessione generale sulla convivenza multiculturale, il rispetto e la dignità di ogni popolo e di ogni persona;
* Far scoprire le bellezze artistiche e paesaggistiche della Bosnia e, al di là delle distruzioni e delle tensioni etniche, i possibili percorsi di pace.
Dal suo avvio il progetto ha ormai coinvolto oltre 1000 studenti degli Istituti Superiori di Pesaro, Fano, Sassocorvaro, Riva del Garda e Tradate. In questi 10 anni accanto a POPOLI, INCONTRI, IDENTITA’, LUTVA ha dato vita ad una lunghissima serie di iniziative rivolte a grandi e piccoli ma tutte con un denominatore comune:
* La tutela dei diritti degli individui e dei popoli così come riconosciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani
* La promozione di una cultura di giustizia, solidarietà e pace fra ipopoli”;
(Articolo 4 del nostro Statuto)
E’ così che sono stati pensati e proposti incontri, dibattiti, conferenze, seminari, spettacoli teatrali, raccolte fondi, tutti con un denominatore comune l’idea che offrire occasioni di ascolto, incontro ed accoglienza fra storie, culture e religioni diverse fosse un’occasione preziosa di promozione dei valori che sono al centro della nostra attività. Ciò malgrado i pochi mezzi a nostra disposizione, l’associazione non ha fini di lucro e vive della generosità dei suoi volontari ed aderenti, dei contributi raccolti prevalentemente da Enti pubblici e grazie alle risorse del 5 x 1000 .